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FORZA RUGBY

I TIFOSI DI “SI RUGBY”: NIENTE POLEMICHE SIAMO QUELLI BUONI

SI RUGBY

Si sono ritrovati qualche giorno fa a L’Aquila i Sostenitori Italiani del Rugby (SI Rugby), associazione che ingloba i gruppi di tifosi organizzati del rugby italico, c’erano i rappresentanti di Ombre Nere (Petrarca), Posse Rossoblù (Rovigo), il Vecchio Cuore neroverde (L’Aquila) e poi gli Scudieri che, scomparsi i Cavalieri Prato, sono ancora tifosi al cento per cento ma orfani di squadra da tifare.

Tutti gli indizi parlano di raduno decisamente sottotono ed anche il tripudio del comunicato stampa ne è una prova inconfutabile. Intanto le assenze: non sono arrivati in Abruzzo i Miclas viadanesi e non si capisce se nella lista di SI Rugby ci siano anche i tifosi biancoverdi della Benetton Rugby (il comunicato parla solo di una Società trevigiana sconosciuta ai più che sarebbe iscritta al Pro12: i Leoni Treviso).

Recita inoltre il comunicato stampa di SI Rugby che i Tifosi Pacifici di San Donà, questi particolari “politicanti” dei comunicati stampa fanno impazzire di gioia, hanno “inviato un contributo“. Cosa sarà stato questo contributo?  Una bottiglia di raboso? La foto taroccata di Wright che stringe la Champions Cup? Una ampolla dell’acqua del Piave calmo e placido al passaggio… ? La foto del loro Presidente che bacia pentito la bandiera dei Dogi?

Gatte da pelare i tifosi del rugby ne hanno eccome, le Posse Rossoblù hanno il compito difficilissimo di tenere alto il livello dell’attenzione in una location come la loro provata dalle ultime cocenti delusioni, impresa abnorme quella del tifo di Rovigo. Compito abnorme anche per le petrarchine Ombre Nere che devono riuscire a fare simpatia con Cavinato. Forse stanno messe meglio le Posse.

Per il resto quelli di SI Rugby hanno scelto di non parlare più di tanto di cose troppo serie. Hanno chiesto “la ristrutturazione del meccanismo dei campionati nazionali al fine di limitare lo “spezzettamento” della stagione e garantire una maggiore continuità tra il campionato nazionale di Eccellenza ed il Pro12” ma quando si è trattato di parlare del fatto che a vedere l’Eccellenza ci vanno ormai pochi reduci hanno preferito scappare dalle motivazioni rifugiandosi in ipotetiche organizzazioni di “iniziative didattiche e di promozione in grado di invogliare a partecipare alle partite“. Fra queste iniziative c’è l’idea di “realizzare una rappresentazione teatrale” da far girare fra scuole ed associazioni. Effettivamente l’idea del rugby che ha il Presidente della FIR è una grande tragedia, è un dramma epocale che William Shakespeare a confronto non era nessuno, quella però di farla raccontare ai bambini mi pare un atto eccessivo, violento e persin triviale

Il Campionato di Eccellenza cola a picco, la gente non va a vederlo per mancanza di spunti tecnici, perchè si gioca un rugby troppo diverso da quello che si vede in tv, perchè non ci sono soldi per fare di meglio , perchè la FIR lo sabota in tutti i modi, perchè ci sono stati dentro team che non ci dovevano stare, perchè su dieci squadre ci sono tre velocità che lo rendono assolutamente poco competitivo. Fa quasi piacere notare come, di fronte a tutto questo, per SI Rugby possa bastare una semplice “ristrutturazione del calendario” ed una piece teatrale per cambiare tutto, ad averlo saputo si scritturava Benigni, Albertazzi, Dario Fo, Gigi Proietti ed oggi avevamo una specie di Premiership.

Insomma i tifosi del rugby sono buoni, sono gente da Terzo Tempo, mica devono proprio dirla tutta, hanno il problema di non essere uguali a quelli del calcio, hanno il problema di rappresentare i valori dello sport, hanno il problema di essere dei buoni maestri della griglia e della scottatura della salsiccia, pare abbiano anche il problema di non poter raccontare i problemi.

“Niente sesso siamo inglesi” era un film eclettico e delizioso del 1973, parlava della volontà di alcuni giovani “perbene” di salvare la propria rispettabilità. “Niente polemiche siamo tifosi di rugby” pare essere invece il titolo speculare dei tifosi di SI Rugby, ordinati e compiti di fronte al disastro. Mescolando le pellicole però questo incedere dei Sostenitori del Rugby mi ricorda quel film di James Cameron …. quello di quella nave grande che partiva per l’America….. dell’iceberg… dentro tutti ballavano e c’era la musica….. .

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