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QUESTIONE AL TOP

DIVERSAMENTE PROFESSIONISTI: FIAMME ORO, ATLETI DI STATO O STATO DI ATLETI?

Fiamme Oro in action

Fiamme Oro in azione

In Eccellenza convivono sette squadre di dilettanti, fra loro diversamente dilettanti, e tre team di professionisti che, a dispetto del reale significato di “professionismo”, sono fra loro, l’Italia è bella perchè e varia, diversamente professionisti.

Fra le tre prof del nostro rugby ci sono le Fiamme Oro, parte della Forza di Polizia, base a Roma, Caserma Stefano Gelsomini, un pezzo di Stato che fa sport. In questi giorni ricorre per le Fiamme l’anniversario del dileggio programmato, ogni anno di questi tempi parte la canzonatura, il rito si ripete, come un 25 dicembre qualsiasi, come il compleanno di Berlusconi o quello di J- Ax.

Perchè? Allora eccoci, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 gennaio 2017, il bando di concorso pubblico riservato agli atleti da assegnare ai Gruppi sportivi Fiamme Oro, per la sezione del Rugby sono stati riservati 6 posti, così suddivisi: 1 pilone sinistro (n. 1),  1 pilone destro (n. 3), 1 seconda linea (n. 4-5),  1 terza linea (n. 8), 2 trequarti centro (n. 12-13)

Di questi tempi, appunto causa bando di gara, fra quelli che seguono la palla palla ovale italiana alcuni o molti, dipende dai punti di vista, si ricordano che c’è un team che vive con i soldi dello Stato, dimenticano tante altre cose non secondarie di quel team, e muovono le solite “osservazioni”, alcune decisamente pesanti, a questo professionismo “de noialtri”. Il ludibrium che le Fiamme raccolgono in questi giorni è vario ma, da queste parti, oltre a non condividere, si preferisce restare sul punto: di che professionismo stiamo parlando? Il tema è vasto perciò andiamo su tre punti base.

Il primo riguarda il significato della parola “professionismo”, generalmente si intende “lo stato di professionista, la caratteristica di chi ha professionalità, competenza specifica” (Dizionario Garzanti). Nelle Fiamme Oro però con il bando si assumono poliziotti, la professione è questa, che fanno sport, non sportivi professionisti. Punzecchiato sulla cosa Claudio Gaudiello, Direttore Sportivo delle Fiamme Oro Rugby, ci dice:” Sì. Fanno un regolare concorso per l’ingresso nei Gruppi sportivi della Polizia di Stato e frequentano un anno di corso per poi conferire la nomina di “Agente”. Quindi, sono a tutti gli effetti dei poliziotti. Una volta finita la carriera sportiva, se non restano in ambito Fiamme Oro, vengono restituiti al servizio attivo, dopo aver frequentato un corso di aggiornamento presso una delle scuole di polizia della durata di 4 mesi”.

E’ vero, quelli di Calvisano e Rovigo, gli altri team prof della Eccellenza, mica fanno i Carabinieri o i Finanzieri ma, qui sta il punto, vorrebbero tanto. Garantire un futuro ad un ragazzo che gioca a rugby è peccato? Quello cremisi è un professionismo strano, forse un escamotage, ma molto utile alla causa quindi…. .

Punto numero due: è un bando per assunzione di professionisti ma chi ci entra dentro? Perchè io tengo tre amici forti, uno sta al Rugby Frassinelle, un pilone, l’altro è il mediano dei Torelli Sudati ed il terzo gioca al Cecina, a loro piacerebbe tanto fare i poliziotti…. . Ci siamo capiti? Insomma è chiaro, il bando non va ad estrazione, magari quando esce è già “piaciuto” a qualcuno, però la questione di fondo è che, così almeno si capisce, deve servire allo sport e non alla Polizia, rientra nelle funzioni sociali della Polizia.  Insomma professionisti si ma non proprio per tutti.

Il terzo punto riguarda l’effettivo rendimento sportivo di questi ragazzi con il futuro assicurato. In Italia questa condizione non è comune nemmeno fra molti di quelli che hanno giocato in Nazionale. Fare gli “atleti statali” è motivante? Essere garantiti dalla selva di norme e tutele di un Agente di Polizia, godere dei diritti di un dipendente statale fa bene alla tenuta sportiva? Claudio Gaudiello è un tipo sincero ed un po’ ammette:” Se pesa essere professionisti dello sport e statali? La cosa non dovrebbe affatto pesare in quanto i ragazzi dovrebbero essere tranquilli perché, entrando a far parte delle Fiamme Oro, hanno comunque un lavoro assicurato per tutta la vita ed in questo momento storico nel nostro Paese non è una cosa da poco. Di contro c’è anche il pericolo di avere l’effetto contrario, in quanto sapendo ciò i ragazzi potrebbero adagiarsi e sentirsi arrivati”. 

Gestire quindi un team di potenziali “arrivati” non è per nulla facile, sul campo poi si vedono alcuni insuccessi inspiegabili, forse anche quelli di quest’anno, ed allora, certe debacle, non è difficile ricondurle “lì”.

Essere Head Coach delle Fiamme Oro richiede doti non comuni. Si tratta con un professionismo con ascensore, con uscita di sicurezza, chiamatelo come volete ma questi privilegi di condizione, in effetti, per lo sport professionistico, possono essere più una insidia che non un miraggio nel deserto.

E’ uscito il Bando delle Fiamme Oro, un progetto difficile da capire, complesso, carico di contraddizioni e di anomalie ma alla fine, visto il tutto, capito quel poco che si riesce, ci viene da ringraziare questo mondo cremisi. Fiamme Oro, va bene così.

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