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FIR E DINTORNI

INNOCENTI: DOGI VERA FRANCHIGIA E PER LA LEGA CLUB SOSTEGNO E VERA AUTONOMIA

Marzio Innocenti

Marzio Innocenti

Spiegare chi è Marzio Innocenti è anacronistico, diamo solo l’ultimo dato: poco meno di sei mesi fa il 45% del nostro movimento ovale lo ha scelto e votato come Presidente della Federazione. Confermato, nonostante un pesante fuoco di sbarramento, alla guida del Veneto ovale Marzio ha recentemente proposto di portare i Dogi in Pro12 con uno schema di selezione regionale che rappresenta il vero senso della parola “franchigia”. Di questo e di altro abbiamo parlato con lui.

Stefano Franceschi:” Marzio Innocenti, confermato al vertice del Comitato FIR regionale, allora come vanno le cose in Veneto?

Marzio Innocenti – Pres.Com Reg. Veneto FIR:” Il Veneto rugbystico non sta male. Seppur non eccezionale la crescita dei tesserati e’ costante ed anche il gap tra tesserati e praticanti e’ inferiore a quello nel resto d’Italia. La qualità dei giovani e’ buona e nei confronti tra le selezioni regionali e’ un’eccezione quando non riusciamo ad imporci. In particolare le ragazze delle U14 e U16 viaggiano su livelli inarrivabili per gli altri. Il livello medio dei nostri dirigenti sta migliorando costantemente ed i Tecnici riescono mediamente a trasmettere insegnamenti ortodossi ed efficaci. Se poi ci confrontiamo con realtà come quelle dei nostri partner del Sei Nazioni purtroppo la differenza è ancora troppo grande.

S.F.:” I Dogi in Pro12, lo hai chiesto tu a gran voce, qualcuno (ndr:Alberto Marusso -Pres. Rugby San Donà) ha detto tu abbia fatto una cosa tipo “offro io paghi tu…

Marzio Innocenti:” Ho già chiarito con il diretto interessato questa infelice espressione e mi è sembrato che non fosse sua intenzione esprimere un concetto del genere. Del resto è proprio difficile dipingermi come uno che non ci mette la faccia e manda gli altri a pagare alla cassa. Con questa iniziativa ho solo dato voce a chi ha la legittima aspirazione a partecipare ad un grande progetto internazionale che arrivi un giorno a coinvolgere tutte le componenti rugbystiche di questa regione.”

S.F.:Dogi e Pro12, Andiamo sul concreto, la tua proposta sta facendo strada, quali sono i termini più pragmatici che la rendono davvero possibile?

Marzio Innocenti:”Sono il primo a capire che le difficoltà sono tante ma il vantaggio di cominciare ad integrare nel Board della squadra celtica altri club permetterebbe di allargare il bacino d’interesse di questa squadra e darebbe nuove occasioni per reperire risorse. Basta pensare che le istituzioni regionali avrebbero più spazi per intervenire una volta caduta la connotazione esclusivamente localistica di un club e di una sola città. Poi portare ad esempio le partite della coppa in una città come Rovigo o Padova immediatamente triplicherebbe il pubblico sugli spalti. Ancora, il merchandising avrebbe un impulso nel proporre un marchio che identifica un movimento regionale e non un club  in cui non tutti vogliono identificarsi. E potrei andare avanti ancora per molto, tanti sono i vantaggi che questa soluzione porterebbe.

S.F.:”Potrebbe sembrare che la proposta dei Dogi in Pro12 sia “in concorrenza“  con quella dello sviluppo del massimo campionato italiano attraverso la ri-nascita di una Lega dei Club di Eccellenza, è vero? come si fa ad avere l’uno e l’altro, specialmente nel Veneto?

Marzio Innocenti:” La rinascita della Lega voluta dalla Fir ed affidata al duo Facchini-Forgione mi sembra già fallita. Noi di “Pronti al cambiamento” eravamo gli unici che nel programma portavano la costituzione di una Lega dei Club di Eccellenza allargata alle due Celtiche e con una autonomia marcata. Sta qui il problema, se si vuol continuare a manipolare i club con il grande fratello federale che incombe su tutto continueremo a stare fermi. Una celtica in Veneto con associati,per ora, alcuni club di eccellenza e poi con il tempo tutti i club della regione non affosserebbe il campionato domestico, anzi. Intanto il Treviso tornerebbe a confrontarsi in Italia e ci sarebbe tutto l’interesse ad alzare il livello dell’Eccellenza visto che proprio da lì verrebbero presi la maggior parte dei giocatori per la celtica. Ovviamente ci vuole una deroga al doppio tesseramento ma basta estendere la normativa dei permit player già in uso.”

S.F.:”Quante possibilità abbiamo di rivedere le maglie dei Dogi nell’Alto Livello e quali sono i veri ostacoli?

Marzio Innocenti:” Pochissime perché temo che prevarrà come sempre la paura è la miopia. Paura ad investire risorse per ottenere un risultato da dividere anche con gli altri e la miopia nel non voler vedere che aumentando gli attori in scena si aumenta la forza delle nostre proposte. Non riuscirò mai a dimenticare che nella notte di Zelarino tutto il Veneto fece cambiare decisione alla Fir e riporto’ il Treviso in Celtic. Quella notte si disse “siamo tutti Benetton”, ma subito dopo la Benetton tornò ad essere l’unico titolare di quello che era stato ottenuto con lo sforzo di tutti.

S.F.:“Il nostro rugby continua nel suo momento di grande difficoltà, troppi nodi sono rimasti irrisolti. Come vedi il futuro?”

Marzio Innocenti:” Difficile essere ottimisti dopo sei partite del Sei Nazioni tra Nazionale maggiore, U20 e femminile con solo un punto sui 30 disponibili. L’ottimismo della volontà però mi porta a dire che questo è il momento di resistere per cambiare, perché è evidente che chi ha portato il rugby italiano a questo punto deve andarsene ed essere sostituito da chi porta un diverso modello di sviluppo.

S.F.:” Ultima cosa, il Veneto, la regione più “ovale” d’Italia, alle recenti elezioni federali ci è andato disomogeneo, triste caratteristica che viene dal passato, la prossima volta sarà finalmente unito?”

Marzio Innocenti:” No, penso di no, ma quello che sarà unito sarà una buona parte del Veneto ed il resto d’Italia.”

…Fino alla fine, duri ai banchi… .

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