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ITALICO RUGBY ECCELLENTE: DAL NONNISMO AL MAMMISMO

Attenzione adesso perchè l’argomento è vero che è leggero, come una piuma, ma anche delicato.

Si sente recentemente in giro, nel Campionato di Eccellenza, aria pesante di mammismo accademico. Per andare subito al sodo e fare un paio di esempi pratici c’è questa cosa di consegnare il titolo di Man of the Match di una partita di Eccellenza al più giovane “per fargli coraggio” oppure di giustificare se il giovane virgulto sbaglia un po’ troppo perchè “è ancora giovane, deve crescere...”  e via così.

Si fa strada nella logica che guarda al Campionato di Eccellenza una sorta di “mammismo” che copre, giustifica e coccola la parziale consistenza tecnica e caratteriale di alcuni giovanotti che vi giocano e che sono sicuramente dotati, ma ancora acerbi sotto diversi punti di vista.

Il mammismo di cui sopra fa visibilmente a pugni con la parola “eccellenza”, termine del quale si fregia la stessa intestazione del campionato, parola che presuppone vada in campo il meglio del rugby di oggi non quello di “domani ..forse“.

Comunque, anche per non fare gli screanzati, va detto che i giovanottoni in questione a volte sono i primi a non andar felici di tutto questo mammismo anche se c’è qualcuno di loro che invece ci marcia eccome.

Questo eccesso di giovanilismo si inserisce in un mondo che spesso esibisce eccessi di passatismo, ovvero dove i vecchi fasti contano più della realtà. Si parla di quella forma di esclusione del “nuovo mondo” del rugby che viene sistematicamente applicata, cancellando il presente, da coloro che nel “millenovecentosettantatre… ah quelli erano tempi…“. Insomma se da tempo qualcuno si lamentava di “eccesso di passatismo” adesso ci potrebbe essere anche la corrente opposta.

Insomma nell’italico mondo ovale pare che passare dal mammismo al nonnismo sia giusto un attimo.

Ovvio che la cosa non infastidirà le cavalcate dei nostri azzurri nei prossimi Test Match e che quindi molti prenderanno questo argomento, invero leggero, con sufficienza additando chi ve lo propone come infiocchettatore di vaghezza. Forse hanno ragione loro ma forse anche no perchè perdere il metro del buon rugby di oggi è sbagliato ed ancora di più va sottolineato che l’Eccellenza è l’Eccellenza la quale potra anche aver ceduto il passo della visibilità mediatica ma non deve abdicare dal suo trono di essere il miglior rugby d’Italia. Il mammismo non aiuta a far questo. Come il nonnismo.

Pur deferenti quindi al motto tutto italico che “la mamma è sempre la mamma” da qui si lancia una campagna per la libertà del buon rugby. Il buon rugby è buon rugby, non ha età o almeno non quella di chi lo gioca. Evviva.

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