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QUESTIONE AL TOP (12)

SAREBBE BELLO CHE IL TOP10…

Necessita un passo avanti quindi sarebbe bello che…. il nostro Top10….

Il nostro massimo campionato si avvicina alle fasi finali, non è ancora il momento di fare bilanci. Il tempo dei play-off dirà le uniche cose che si possono dire mentre quello dell’estate dirà per quanto tempo questo campionato deve restare “così”. Dicendo “così” abbiamo già detto tutto.

Però tre ambizioni ce le spendiamo adesso, sfogliamo la margherita dei desideri per queste tre cosette perchè… non se ne può fare a meno. Tre cose che… “sarebbe bello che“…una per il futuro, una per il prossimo periodo, una da subito.

STATISTICHE  Sarebbe bello che il prossimo anno il Top10 (o quello che sarà) avesse una piattaforma di statistiche condivise pubblicamente. Poche cose ma fatte bene. Addetti ai lavori e soprattutto gli appassionati ed i tifosi devono smettere di ragionare a sensazione. Avere dei dati alza automaticamente il livello, muove la partecipazione; questa cosa può creare le condizioni per un miglioramento di interesse e di interessi. In forma concreta, immediata, visibile.

Però se alcuni di voi pensano che questo sia un desiderata delle Società vi sbagliate, non di tutte almeno.

Perchè il livello di maturità di alcuni staff che frequentano la massima categoria non è per forza così evoluto, mettere a disposizione statistiche sui livelli tecnici dei team è visto da alcuni come una “spiata”, un vantaggio per l’avversario, un inutile coinvolgimento degli altri (pubblico compreso) in cose che “non competono”. E via così….

Nel nostro rugby esiste anche questo livello culturale diciamo….”non all’altezza”; con questo dobbiamo fare i conti.  Anni fa Rovigo ed il suo Coach divulgarono per diverse settimane i propri dati su ruck e mischie, metri percorsi e placcaggi ed altro ancora. Non uno degli altri team seguì questo esempio.

Il Top10 necessita di molti passi avanti. Questo potrebbe essere uno. Di certo non possiamo restare “così”.

PLAY OFF COME EVENTO per tutto il movimento. I prossimi play off sono di fatto la celebrazione dell’unico rugby che si è giocato quest’anno sullo stivale, questa cosa non può restare un fatto a se. Appartiene ad ogni filo di rugby che soffi ancora sull’Italia.

Costruire una opportuna campagna di diffusione di ogni singolo match, metterci sopra marketing ed ancora marketing, costruire ogni match come un evento e farci ritrovare tutti a vedere semifinali e finali davanti al video. Il rugby italiano potrebbe regalare delle belle soddisfazioni.

Vi ricordate il trattamento degli scorsi anni? Non possiamo restare così.

BOTTE IN TESTA Argomento delicato, da fare subito però. Perchè è meglio una raccomandazione oggi…. Il protocollo sulla concussion del nostro Top10 è conosciuto, la domanda è solo interlocutoria: è davvero sempre applicato? Non andiamo oltre.

Non sembra che ci sia in campo durante i match gran “movimento” sulla cosa, sicuramente ci si sbaglia qui. Del resto non si vogliono dati su quante volte i medici sono davvero entrati in campo per questo, non si mette in discussione (o si … mah…. andiamo oltre) se tutte le volte che c’è stato un colpo è stato davvero visto, segnalato, ecc ecc…. Riconosci e rimuovi. Tutto lì.

Non si va oltre. Per rispetto di tutti e soprattutto per amore del nostro rugby. Gli arbitri sanno cosa possono fare per aiutare tutti, non lasciamoli soli.

Non facciamo che resti così.

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