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ATTENTI A QUEI TRE (PAROLA DI VALORUGBY)

Al centro il Presidente del Valorugby Enrico Grassi, in alto a destra il Direttore Tecnico Roberto Manghi, a sx Antonella Gualandri del CdA Valorugby e Cons. FIR

C’è la conferenza stampa del Valorugby, il Presidente Enrico Grassi ha tre cose da dire, ma si vede che gli piace di più quella dei ragazzi, piccoli e grandi che giocano, che tornano in campo. Ci dice anche: “…sono i giovani del territorio, che devono crescere con i valori dello sport per essere pronti un domani ad entrare in una azienda“.

Quando invece arriva a parlare della sua prima squadra, il suo Valorugby, ricorda che è il terzo anno che la porta con se  “quindi è l’anno che si vince il campionato” ma soprattutto che “la prima squadra deve essere un esempio per i più giovani, i più grandi infatti andranno da quest’anno a lavorare negli allenamenti delle categorie giovanili“. Eh beh,  se si ragiona così si vince eccome un Campionato.

Le altre due cose che il Presidente del Valorugby deve dire sono fuoco e fiamme  da emiliano verace.

La prima toglierà il sonno ai cultori dei tempi andati e della “superiorità morale del rugby”. Grassi presenta infatti la collaborazione di campo fra il Valorugby  e  la Vianese, squadra di calcio che milita in Promozione ed ha sette categorie giovanili da mischiare con le altrettante ovali dei Diavoli. Essere un passo avanti.

La seconda guarda dritto in pancia alla Federazione ovale del Marzio Innocenti, dice il Presidente:” Chi fa il Top10 deve fare la formazione, , la FIR deve lasciare alle Società questo compito e non gestire altre situazioni staccate. Sono tutte le squadre di primo livello che devono formare i giocatori per la Nazionale“.  Insomma chi vuole l’esclusiva di budget economico e di attenzioni è servito. A Treviso comincia a rabbuiare.

Perchè il budget del Valorugby non sono noccioline, vale circa “un milione e trecentomila anche quest’anno, un po’ più della metà con il supporto delle mie aziende, l’altra parte grazie agli sponsor“. Parola di Grassi, titolare di una azienda  (E80 Group) con la quale ha appena chiuso una operazione di aumento di capitale azionario e di costituzione in holding multinazionale. Insomma uno che ama investire, non sperperare. Ce ne fossero….

Mentre l’imprenditore parla al suo fianco c’è Roberto Manghi, Direttore Tecnico ed anima organizzativa del Valorugby, poco più indietro, defilata solo di fatto, come richiede il suo nuovo prestigioso ruolo, l’altra anima reggiana, Antonella Gualandri, Consigliere Federale e membro italiano nel Consiglio di World Rugby. Ne ha fatta di strada la Reggio Emilia ovale.

Il carico lo butta giù Manghi, senza mezzi termini, prima tocca al Campionato:” Siete sicuri che con un ottimo campionato italiano ci sia ancora bisogno di un Pro16…domando a voi”. A Treviso adesso piove, a Parma è già nebbia da un po’.

Continua Manghi:” In due franchigie non fanno quaranta giocatori italiani di livello…“. perchè è il tema della formazione dell’Alto Livello quello che gli sta più a cuore e la chiosa finale è un programma chiaro e preciso:” Per far parte del Top10 devi avere una tua buona accademia”. Eccoci, siamo arrivati. A Treviso diluvia, a Parma tuona.

Grassi sorride soddisfatto, Gualandri guarda Manghi con velata approvazione. Piace sempre vedere gente che ha le idee chiare senza il timore di esporle: attenti a quei tre.

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