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PETRARCA CAMPIONE D’ITALIA. FORTISSIMAMENTE.

Petrarca Campione d’Italia al di là di ogni possibile pronostico, dire che il Rovigo è stato fermato non è sufficiente, i volenterosi rossoblù nulla hanno potuto contro i tuttineri concentratissimi (cosa non scontata) e preparati a disinnescare ogni potenziale minaccia. E’ quella la parola esatta, i petrarchini erano decisamente “preparati”, nulla li ha colti di sorpresa.

In una partita densa di errori da entrambe le parti (dove però quelli con il fischietto non sono stati i migliori in campo) si è vista una dinamica sempre intensa ma anche aperta e coraggiosa; in questo neri e rossoblù hanno ucciso una consuetudine, di solito le finali sono molto più chiuse e guardinghe, qui invece tutto è filato a viso aperto.

Il match è stato prevalentemente ad una direzione, perchè è vero che era lo scontro fra due difese ma quella che è stata ingaggiata per quasi tutto il match è stata quella rossoblù. Petrarca straripante per iniziativa e concretezza, molto tecnico e con qualche sprazzo di “bel gioco”, poi alla fine, bel gioco o no, che è stato il tema sul Petrarca di quest’anno per quasi tutta la stagione, chi vince ha sempre ragione. Il Petrarca di Andrea Marcato, Victor Jimenez , di Capitan Trotta e dei suoi , ha dominato campionato e Finale, un modo decisamente autorevole e convincente di puntare all’obiettivo, per quello si può scrivere: Petrarca Campione d’Italia, fortissimamente.

Se qualcuno leggendo sopra si è fatto l’idea di un Rovigo soggiogato e prone di fronte all’avversario, sta sbagliando tutto, assolutamente non è stato così, esattamente il contrario. La squadra di Coetzee è stata notevole, instancabile, presente in ogni anfratto del campo, solida e calcolatrice. I ragazzi di Capitan Ferro ci hanno provato in ogni occasione: orgogliosi e puliti, hanno sempre ragionato e cercato soluzioni, rari i momenti di “buio”, sempre puntati sul rugby ma … niente da fare.  Vincere contro una squadra come i rossoblù di sabato aumenta il valore del titolo conquistato.

LA REGOLA DEL NERO  Il Petrarca è Campione d’Italia 2021/2022 ed afferma una regola per nulla scontata, una regola anni ottanta e che si era dato la briga di ri-iniziare a scrivere un certo Pasquale Presutti Head Coach petrarchino nel campionato 2010/2011 vinto (sempre a spese del Rovigo) dopo 24 anni dall’ultima volta. In quella occasione il Presidente Toffano aveva disegnato una prospettiva di un Petrarca che tornasse ad essere ciclicamente protagonista del rugby italiano: come nei decenni passati.

Si recuperava con quella vittoria l’idea del Petrarca come team che vince e non solo “fucina di ottimi talenti” e custode di un bellissimo Centro Sportivo proprio.

Nel 2018, sette stagioni dopo,  arriva infatti un altro massimo sigillo, il tredicesimo.

Dopo due soli campionati (il 2019/2020 non è stato assegnato) e la rocambolesca sconfitta dello scorso anno (patita sempre dal Rovigo) ecco il numero “14”, ancora Campioni d’Italia. Il passo è quello giusto ma quale è davvero l’ambizione?

AMBIZIONE CELTICA Inutili nasconderlo, tutto questo e questo quattordicesimo “scudetto” serve al Petrarca per  conquistare con titolo anche sportivo e non solo di cassa il posto in URC, diventare celtici, andare in Galles ed Irlanda ad esibire muscoli e sogni. Prendere il posto delle Zebre, in poche parole.

Se il Presidente Banzato ha scritto questa ambizione negli annali della FIR depositando ormai molto tempo fa una proposta decisamente seria e sonante, ha anche scelto di conquistare prima il campo in Italia. Una scelta che fa onore ma che fa anche rumore.

IL PETRARCA DEL DUEMILA  Questo scudetto non è come tutti gli altri, questo traguardo infatti racconta una cosa che tanti, non sempre benevolmente, si sono chiesti in passato: cosa è il Petrarca adesso?  Guardare questa Società arrivare, con il suo carico (pesantissimo in effetti) di tradizione e di storia, negli anni duemila aveva lanciato questo interrogativo.

Le troppe anime petrarchine si confrontano da più di vent’anni sul ruolo moderno di questa creatura sportiva forgiata al suo massimo splendore e stile da Memo Geremia. La grande necessità di una sintesi è sempre all’ordine del giorno ma questo scudetto dimostra che una strada c’è.

Analizzare questo gruppo Campione d’Italia, guardare come si è formato, chi lo ha gestito (Marcato… Munari… Covi…tutti petrarchini doc), come è arrivato al risultato,  ha dentro di se una prima risposta. E’ un Petrarca preparato, concentrato solo su obiettivi sportivi fortemente ambiziosi, legati al successo come punto di partenza e non di risultato, creato da mondo nativo ma non composto solo da mondo “nativo”, una Società aggregante che cerca al suo interno le risorse migliori per far crescere tutti garantendosi così lo spirito di appartenenza ed all’esterno le soluzioni per garantirsi aggiornamento e miglioramento.

Il Petrarca Campione d’Italia 2022 vuol dire anche questo.

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