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SERIE A ELITE

E’ VIADANA CAMPIONE D’INVERNO E LA ADIGE CUP RESTA A ROVIGO

Foto Franco Cusinato (ON)

E’ UNA SORPRESA, INUTILE NEGARLO, Viadana è Campione di Inverno. I gialloneri del Po sono arrivati alla fine del girone di andata con una sola sconfitta, non perdono infatti dal 22 ottobre (cosa accaduta con il Rovigo che ora è secondo in classifica) ed hanno raggiunto la vetta superando nettamente, in questo ultimo turno del 2023, il fortissimo Colorno.

Il Viadana firmato da Pavan ma realizzato da un team affiatato e coeso ha il suo terminale nel Direttore Ulises Gamboa, classe ’75 argentino de La Matanza, arrivato in Italia nel lontano 2006. Dietro questo Viadana c’è un progetto strutturato che parte dai giovani ed arriva alla scuola di formazione per allenatori di rugby. Il Presidente Arletti aveva parlato di arrivo al vertice del massimo campionato entro cinque anni… mumble mumble… oppure ha detto tre? In tutti i casi è in anticipo.

E’ un Viadana durissimo anche quello che schianta Colorno nel primo tempo e non si fa riagguantare nel secondo, una squadra di una concretezza enorme, piantata su una mischia pesante ed una buona sintonia fra questa ed il gioco veloce. Anche bello da vedere, a tratti davvero divertente.

Viadana è Campione di Inverno, un titolo che magari non esiste nella realtà dei frizzi e dei lazzi ma che tutti vorrebbero raggiungere (anche per i motivi statistico-scaramantici che immaginate).

Però essere primi in classifica ha un suo “peso”, i gialloneri dovranno dimostrare di saperlo portare davvero. Il solo fatto di essere qui a parlarne potrebbe essere considerata una vittoria invece no: è adesso che viene il bello. Forza dai !

E’ STATO UN DOMINIO, INUTILE NEGARLO, quello di Rovigo nel Derby d’Italia che vede i rossoblù riportarsi a casa la Adige Cup con gran merito, per avere, gradatamente nel corso del match, scardinato una ad una progressivamente ed inesorabilmente tutte le convinzioni degli avversari: prima la mischia, il territorio, poi la touche, il possesso, quindi la maul. Due mete di maul ha fatto Rovigo, la prima ha viaggiato per quindici metri, niente male per una mischia considerata in crisi.  

Il Derby, durissimo, si infrange sulla terza linea rossoblù e sulle capacità tattiche dei suoi mediani (meglio Chillon dell’argentino), alla fine è un tripudio perchè la vittoria è frutto di una superiorità strategica prima ancora che di gesti tecnici, c’è un piano di gioco, una sua interpretazione, una distribuzione delle risorse da parte di Rovigo decisamente superiore agli avversari. Sul piano tattico una maturità di gioco e di visione che oggi hanno parlato solo rossoblù.

Dove arriva un Rovigo che vince un Derby così? E’ tempo di stanare Lodi e la sua “banda”, è vero che mancano alcuni elementi ma la base è molto solida. La ricerca del secondo titolo consecutivo è alla portata.

E’ STATO SOLO UNA DELUSIONE, INUTILE NEGARLO quella di un Petrarca che perde un Derby d’Italia senza averlo voluto giocare. Il difetto sta in panchina: brutto il piano di gioco,. ammesso che quello fosse un piano di gioco, il Petrarca passa il suo tempo migliore a restituire al palla agli avversari con i calci del mediano. Una fitta, continua, inesorabile restituzione di palla che ha stufato persino i più neri fra i neri. Negata l’esistenza dei trequarti, cancellata la possibilità di correre per cercare un varco, i neri di Marcato-Jimenez-Griffen (ora vanno a tabellino tutti e tre, chissà cosa significa) vistosi schiantare i primi tre davanti agli altri non è rimasto che guardare in alto quei calci lunghi e difendere, difendere, difendere. Con troppi falli e troppi errori, specialmente nelle fasi statiche. Ma quando difendi solamente non si fanno punti e la meta di Fernandez è personalissima, non del team.

Il gioco del Petrarca è sostanzialmente “d’antan”, non sprizza di creatività (manca ancora un fantasista o almeno un tocco di invenzione) e questo però non è valso solo per il Derby d’Italia.  Non è divertente quindi non piace mai, ma piace se vince.  Lo sport è così (però che bello divertirsi sempre… ti rimane una soddisfazione anche se si perde che….).

Una brutta delusione questo derby che purtroppo certifica la chiusura con bilancio negativo del Petrarca per il girone di andata. In queste prime nove partite il Petrarca ne ha vinte 4 (Viadana e Rovigo 6, Colorno 5) ma ha pareggiato con i Campioni d’Inverno e con il Valorugby, perso con Rovigo e vinto con un Colorno rimasto in quattordici fin dai primi minuti di gioco. Con i top player del campionato i tuttineri non hanno brillato, forse meno. C’è un intero ritorno per rifarsi ma è bene essere coscienti di una situazione che non è buona.

E’ STATO PESSIMO, INUTILE NEGARLO e qui si parla dell’arbitro Gnecchi, un internazionale che in campo è stato il più distratto e forse l’unico davvero insufficiente. Diversi errori gravi che non avranno influito sul risultato finale ma su questo gran merito va alle squadre. I suoi fischi migliori sono stati  quelli più ovvi per gli altri sono volate le distrazioni, le inesattezze e soprattutto le paure. Come la paura di fischiare una giusta meta tecnica contro il Petrarca invece di prolungare per quasi una decina di minuti uno stato di mischia che ha logorato il match. Con due assistenti che hanno chiuso troppo spesso tutti e due gli occhi assecondando invece che aiutando, la direzione di Gnecchi è stata sempre sul filo del disastro. Alla fine è andata bene lo stesso ma un “internazionale” deve dare di più alla Elite, lo “scontato” non basta.

E’ STATO SOLO E SE NE E’ FATTO UNA RAGIONE Il Presidente Innocenti è arrivato al Centro Geremia ed è stato letteralmente snobbato  da tutti. Dai dirigenti di entrambi i club che nemmeno lo hanno salutato, fino al pubblico, nessuno lo ha considerato o degnato di uno sguardo. Le democraticissime tribune del Centro Geremia non gli hanno nemmeno dato un posto a sedere degno del suo “lignaggio”, messo in prima fila a guardare la balaustra se ne è fatto una ragione e se ne è andato con un paio di suoi super-lealisti che non era finito il primo tempo. Niente per lui, nemmeno i fischi. Almeno quelli, che se li era meritati, invece proprio niente.

Si chiude così il primo giro di boa della Serie A Elite, è stata bella ed intensa, abbiamo passato mesi a dire di questo campionato che era sorprendente ed il suo primo esito lo ha largamente confermato: bravo Viadana.

Adesso si riparte e ci sono tutti gli elementi per aspettarsi scintille. Forza Serie A Elite, forza rugby italiano. 

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Serie A Elite Maschile – IX giornata 
Valorugby Emilia v Sitav Lyons 36-28 (5-1)
Rugby Viadana 1970 v HBS Colorno 29-18 (4-0)
Mogliano Veneto Rugby v Rangers Vicenza 30-20 (5-0)
Petrarca Rugby v Femi-CZ Rovigo 10-12 (1-4)

Classifica: Rugby Viadana 1970 punti 28; Femi-CZ Rovigo 27; Petrarca Rugby 26; HBS Colorno 24; Fiamme Oro Rugby 22; Valorugby Emilia 21; Mogliano Veneto Rugby 17; Sitav Lyons 15; Rangers Vicenza 2

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