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ECCELLENTI IN CAMPO: PIU’ EQUILIBRIO O POCA TESTA?

ECC 2016 2017 8 giornata

Accidenti a quel piede, ma per le Fiamme Oro non è il caso di guardare alle pedate avversarie ma alle proprie. Ci sono piedi buoni e piedi … “meno buoni”. Gli ultimi sono quelli, marcati Fiamme Oro, che, a 5 minuti dalla fine, riconsegnano per ben due volte la palla agli avversari dopo solo pochi secondi di possesso. Eppure i ragazzi di Casellato avevano dimostrato di saper tenere il campo alla grande, superiori nella ariosità e nella quantità di gioco agli avversari rossoblù ma soprattutto avevano avuto fino a quel momento molte fasi nel proprio caricatore e la capacità di gestire bene il punto di incontro. A forza di restituirla quella ovale è arrivata a Basson, il drop dell’estremo ed ecco che in casa cremisi sfuma via tutto, metà degli appunti sul taccuino svaniscono, la presunta “maturità” dei poliziotti si fa scolastica, il campo vuole di più. Ma le Fiamme Oro ci sono o ci fanno?

Basson 6/6 al piede ed una buona regia di fronte alla mischia del sempre magico Chillon, segnalazione d’obbligo per Apperley, temibile. Rovigo ci aveva abituato a convincere di più, in futuro vincere potrebbe dover essere una cosa diversa.

Ancora “dubbi” e, dopo quelli di Casellato e McDonnel, andiamo a quelli di Filippo Frati. Viadana che si fa recuperare 19 punti in dieci minuti, 3 mete, una dietro l’altra da parte di una Lazio che arriva al bonus. Frati deve farci su un pensierino: nella sua squadra la testa non dura il tempo delle gambe. La Lazio invece festeggia la sua prima linea, protagonista assoluta del suo risultato, però da queste parti è piaciuto anche Massimo Cioffi, classe ’97, provenienza Benevento Rugby, buon centro, chiude bene e sembra avere visione del ruolo. Attenti a questa Lazio, se regge il momento può distruggere i sogni di molti.

Quello di Mogliano non è un dubbio è un punto di domanda lungo come tutto il Terraglio. Inconsistenti. E’ vero che di fronte c’era un Petrarca che è stato quasi perfetto ma la pochezza del gioco biancoblù è stata disarmante. I ragazzi di Fernandez Rouyet si sono alla fine rifugiati nel gioco falloso e, a tratti, anche decisamente pericoloso collezionando 3 cartellini gialli ed un paio di atteggiamenti “sfortunati” sui quali hanno rischiato anche di più. In campo il solito buon Endrizzi a cui il “giallo” toglie punti.

Il Petrarca è ottimo con qualche problema nelle fasi di rimessa laterale. Linee di gioco precise, mischia dominante, tenuta atletica quasi perfetta nonostante il campo davvero pesante. Ottimo Targa “anima e campo”, si muove e combatte con gran risultato Saccardo. Un dubbio lo ha anche Cavinato, anzi due. Il primo dubbio il Coach del Petrarca lo scioglie quasi subito: l’arbitro si presenta regolarmente al Centro Geremia, non si ferma all’IKEA (anche se a quello di Padova c’erano pure gli sconti!) e la partita può iniziare. Il secondo è il peso della rimessa laterale, a tratti insicura, una squadra dalla panchina così lunga che ha un livello di preparazione così alto deve e può puntare al top e adesso sembra mancare solo questo.

L’ultimo dubbio e tutto nostro: ma questa Eccellenza mostra certi risultati perchè c’è equilibrio fra i team oppure perchè troppi di  loro hanno una pesante componente di “immaturità”? E’ vero che i tanti giovanotti che arrivano alla Eccellenza quando anche mostrino buone individualità tecniche sono decisamente acerbi sul piano della tenuta del campo, molte squadre ne soffrono e lo spettacolo pure. Detto questo, posto che a rugby si gioca in 15 e che non si possono mettere le croci tutte sulle spalle dei giovanottoni, fino a che punto questo “equilibrio” non è invece una mancanza  generale di “testa”? Come se il Campionato di Eccellenza fosse posto per distratti, come se mancasse un …..  .

La prossima giornata può cominciare a rispondere, il panel è di quelli importanti. Ci vediamo lì.

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