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IL MILIONE DI ANAYI

A Treviso sono ben contenti di vedere un “ceo” che se la gode e Martin Anayi che è il Ceo di URC ha fatto ultimamente i salti di gioia (questa “battutona” la capiscono giusto nella Marca e sulla Pedemontana veneta).

Ha detto infatti Anayi “abbiamo superato il milione“, e si riferisce al numero di spettatori incollati al video per vedere la seconda giornata di United Rugby Championship. Quel milione è la somma degli ascoltatori di tutti gli otto match trasmessi . Un  successo al quale lo stesso Anayi attribuisce grande importanza per lo sviluppo della nuova formula europea-sudafricana, ben consapevole però che ci sono due dati decisamente contrastanti da tenere sotto controllo.

Il primo è che il lusinghiero dato di ascolti è dovuto in larga parte alla presenza dei team sudafricani. Anche per noi europei in effetti poter vedere in diretta TV gli Stormers o i mitici Lions giocarsela con uno dei nostri team è un piccolo sogno realizzato. L’altro dato però è che le performance dei team sudafricani sono state meno che modeste. Per cento motivi, fra i tanti c’è il fatto che quando è iniziato URC i giocatori top, i nazionali sudafricani, erano impegnati in Rugby Championship ma anche più generalmente perchè la Federazione sudafricana (SARU)  ha iscritto i suoi team a URC anche e soprattutto per utilizzare i prospect dei propri vivai.  I grandi match comunque arriveranno eccome, siamo solo all’inizio.

Torniamo al milione del “ceo”! Va sottolineato, a conferma di quanto sopra, che i match più visti delle prime giornate sono stati Munster Vs DHL Stormers (308.000 spettatori di picco) e Munster Vs Cell C Sharks (278.000 spettatori di picco), la Benetton Treviso va in classifica al quinto posto con la sua partita vincente contro Stormers con 175.000 spettatori di picco. Irlanda e Sudafrica messe a confronto sono per ora la formula vincente.

Numeri fantasmagorici? Certamente buoni ma distanti anni luce dalla pallatonda e comunque guardano con il binocolo anche quelli del Sei Nazioni.

Il cammino per il rugby di club e per URC è ancora lungo ma bene fa URC a sottolineare i primi timidi passi già compiuti. Per quanto ci riguarda invece, se il “ceo” batte le mani di solito si sorride.

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