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QUESTIONE AL TOP

L’ECCELLENZA HA DEI TOP NUMERI 10 MADE IN ITALY

Un grande numero 10 di caratura mondiale: Jonny Wilkinson

L’Italia ha sempre zoppicato nella “creazione” di grandi mediani di apertura, quelli che la sanno lunga, ma soprattutto che non hanno paura di dirla, raccontano che la colpa è tutta dei nostri tecnici, incapaci di vedere un mediano vero e distinguerlo da uno che la passa bene. Chissà!

Le cose però in questo campo sono notevolmente cambiate, c’è aria di “buona mediana” in Italia ultimamente, per questo siamo andati a guardare chi nel massimo campionato italiano, l’Eccellenza, ha giocato quel ruolo basandoci, come punto di partenza, sulla ultima infuocata giornata.

Su 10 team nell’ultima giornata solo 4 hanno schierato stranieri in mediana. Fra questi la Lazio con il suo argentino ex-Lomas Athletic Ignacio Bernardo Ceballos, peraltro determinante nella vittoria contro Calvisano, un classe ’93 che i biancocelesti hanno contrapposto al calvino, anche lui argentino però da Tucuman e classe ’92, Juan Leon Novillo, un ex-Nazionale argentino che è davvero un genio dell’apertura.

Gli altri stranieri in campo sono stati Daniel Newton, gallese classe ’89 e vera “anima” con Basson dei Medicei di Presutti ed il fuoriclasse australiano classe ’91 James Ambrosini per il San Donà.

Ecco allora i TOP di categoria nel ruolo del numero 10, almeno così pare da queste parti.

Il numero uno Top di categoria fin qui è stato senz’altro Michelangelo Biondelli che ha tenuta alta la bandiera del Rugby Viadana di Filippo Frati e, in più di una occasione, è apparso l’uomo in più dei mantovani. Michelangelo ha vent’anni è nato nel vivaio del CUS Ferrara e si è fatto una grande esperienza con il RovigoU18, viene dalla Accademia Under20 ed è azzurro di categoria (anche se lì gioca estremo o secondo-centro… misteri). Ottimo in Eccellenza soprattutto perchè ha nascosto bene la sua mancanza di esperienza e questo è un gran bel segno.

A pari merito nel Top di categoria sicuramente è Andrea Menniti-Ippolito del Petrarca. Classe ’92 l’Andrea ha iniziato l’anno più come estremo ed ha trovato spazio nel ruolo di mediana soprattutto nei big-match e nella fase di stagione più importante. Andrea ha stupito per alcune soluzioni di gioco geniali che hanno letteralmente risolto alcune partite dei petrarchini, ha inoltre messo in campo una freddezza nella gestione sia del movimento che dell’uso del piede che ne fa oggi un big del campionato di Eccellenza e di questo Petrarca attualmente primo in classifica. Chi ha detto che a 25 anni non si possa ancora crescere è sonoramente smentito.

Secondo in classifica ma tanto vicino ai primi il pratese di Montemurlo ed ex-Gispi Leonardo Mantelli, classe ’96, la sua partenza nel campionato è stata un po’ più incerta ma poi si è ripreso facendo girare molto bene una squadra che fa però della potenza più che del movimento la sua chiave di lettura dei match. Adesso Leonardo è arrivato a piena forma forse perchè ha trovato ad assisterlo anche un certo Umberto Casellato e la cosa può fargli tanto bene.

Le Fiamme Oro hanno dato a Filippo Buscema, classe ’94, lo scettro di mediano d’apertura per la partita cruciale con San Donà, Filippo ha fatto il suo in un ruolo nel quale Coach Guidi in passato aveva però preferito il neozelandese Edwardson.

Il Reggio Rugby si è goduto in questa stagione il ritorno a casa di un buon Davide Farolini, spesso uno dei migliori della sua compagine. Farolini è un classe ’92, parmigiano, gran senso della posizione e ottima visione di gioco insieme ad un buon piede, ha certo un amore smisurato per il rugby ma anche tanta voglia di terminare l’Università e specificatamente Scienze Ambientali. Tutte cose che fanno di lui un gran rugbista ma anche qualcosa di più. Bravo il Davide.

Il Mogliano, causa i noti problemi societari ed economici, ha dovuto subire una diaspora di giocatori a stagione iniziata. Chi va in campo ora non era forse colui che era previsto a inizio anno si assumesse quella responsabilità in pianta così stabile. Quindi, ragazzi tutti bravi. Davvero.

Parliamo di Eccellenza e c’è da andar fieri di quello che si è visto anche perchè dietro ai Top ci sono molti ragazzi che sgomitano, gente accedemica ed anche no. Insomma  ci sono molte opportunità che andrebbero seguite e controllate con attenzione.

Quello che si vede dalle nostre “celtiche” di Pro14 invece ci porta allo sconcerto. Nell’ultimo match la Benetton ha schierato come titolare il mediano d’apertura titolare della Nazionale Tommaso Allan (hip hip hurrà),  le Zebre il suo sostituto azzurro Carlo Canna (due hip hip hurrà) I due azzurri però nel corso del match sono stati sostituiti, intorno al minuto 60, da Marty Banks e Serafin Bordoli, ovvero da due stranieri. Congratulazioni a Zebre e Benetton per la lungimiranza e l’attaccamento al rugby italiano. Come se i tanti milioni di euro che prendono venissero dai Territori di Oltremare e non dalla Federazione Italiana Rugby.

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