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QUESTIONE AL TOP

VOGLIAMO LO SCONTO SULLE OFFESE ALL’ARBITRO? ANCHE NO!

Sergio Parisse

Parisse si è preso, dalla commissione giudicante francese della LNR, 40 giorni di cui 10 condonati per un totale di 30 giorni di allontanamento dai campi di gioco per aver insultato, nella recente giornata di TOP14, l’arbitro. La pena è grave, denunciano le “testate” ovali, perchè il capitano della Nazionale Azzurra sarà così costretto a considerare chiusa la esperienza 2013 del Sei Nazioni. Il buon Sergio avrebbe indirizzato all’arbitro Cardona un poco sommesso “Fuck off ref” in un match in cui lo stesso arbitro, udite udite, è stato sanzionato ad una settimana di fermo per non aver correttamente giudicato un episodio di meta rilevato dalla telecamere  non gravemente irregolare ma comunque irregolare.  Se Parisse e Cardona lo scorso fine settimana si fossero dedicati alla pallavolo femminile oggi sarebbero tutti e due più distesi e tranquilli.

Parisse nega di aver pronunciato cotanto insulto e quindi con il suo team, lo Stade Francais, è ricorso in appello perchè un mese da fermo e niente Sei Nazioni fa orribile a tutti. Il referto dell’arbitro però parla chiaro e, vedendola così, non sembrano esservi possibilità di veder corretta la sanzione della commissione perchè il parere arbitrale, in carenza di altri supporti dotati di necessaria certezza, è dominante (giustamente).

C’è da rimanere colpiti di come il clamore di questo evento sia stato assorbito e rielaborato da  molte  testate, web e no, con titoli che erano decisamente meno  inclini alla valutazione che “il nostro capitano Parisse ha offeso un arbitro” ma semmai più inclini alla versione “il nostro capitano Parisse non potrà giocare le prossime partite di Sei Nazioni” ; il tutto come se l’eventualità che il capitano, il personaggio più rappresentativo del nostro rugby e di tutto quello che si tira dietro, capisc a me, avesse mandato molto più che “a quel paese” l’arbitro non sia il vero fatto ma lo sia semmai che non incrocerà gli scarpini con O’Gara e Toby Flood.

Insomma Parisse ha chiesto lo sconto e tutti sono li a fare il tifo perchè l’eventuale “fuck off” venga considerato un contrito  scivolamento del labiale e non la perdita di Italia Galles e poi Inghilterra e Irlanda, chissà! Resta il fatto che la china della richiesta di sconto per offese all’arbitro è bruttina e poco seria e non è la prima volta, in questi giorni, che, leggendo in giro, ci trova a considerare l’arbitro non più come tale ma come la tavoletta scivola-colpe di calcistica  fattezza.

Ecco perchè credo che questo continuo parlar di arbitri in questo momento non faccia bene nè al nostro sport ne agli arbitri stessi, magari prima certi giocatori provino a tener frenata la lingua e poi, del resto, se ne parla.

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