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FIR E DINTORNI

TOP10: FRA IL SILENZIO E LA “PAURA” CHE IL PETRARCA FACCIA…. TROPPO

Per essere una giornata testa-coda non si era mai sentito tanto silenzio. In mezzo c’era il derby dei gialloneri (due match non si sono potuti giocare). Insomma tre partite e tutte di sicuro interesse per classifica o tradizione, per capacità di scontro o per necessità di punti, per affermare primati, per condire la classifica. In queste tre partite c’era un po’ tutto questo. E’ andato disperso nel silenzio.

Il Petrarca va a Colorno, dove ci sono i secondi in classifica, gente che non ha ancora mai perso in casa. Accadrà in questa giornata ed il match non lascia spazio a dubbi, i petrarchini passano e portano a casa i cinque punti, vincono con la mischia, nettamente superiore, passano l’ostacolo gestendo il secondo tempo e lasciando da parte l’idea dello spettacolo.

Perchè il Petrarca una caratteristica ce l’ha, una di quelle che piace tanto al suo Direttore Generale: il Petrarca di Marcato non è bello da vedere ma vince. Come il Petrarca dei bei tempi andati. Finiti i fronzoli che tempo addietro ci voleva mettere Cavinato e che prima ancora, nel 2008, aveva tentato un allenatore scozzese, George Graham, poi finito “commissariato” da un pragmatico e “mischiocentrico” Pasquale Presutti. Il Petrarca di oggi non ti diverte ma è primo in classifica, le ha vinte tutte, quasi tutte agilmente e quelle più difficili con una forte dose di freddezza e tenacia. Se si tiene conto che la squadra è carica di infortuni (erano una quindicina gli indisponibili prima del match con Colorno) allora davvero la corrazzata del quadriumvirato Munari- Covi- Marcato-Jemenez pare possa andare molto lontano

E qui si innesta la paura di certi passatisti conservatori, il terrore di tutti i terrori, il brivido che percorre la schiena di certi amanti del “grande rugby”: quanto lontano può andare questo Petrarca? (ma soprattutto: pestando i piedi a chi?).

Se il Calvisano non lascia scampo a Viadana imponendo la legge del giallonero bresciano la partita che si gioca a Roma fra la Lazio, ultima in classifica, ed i Lyons, appena sopra, ha il sapore di ultima spiaggia.

La vincono quelli di Piacenza, dopo aver in verità condotto tutta la gara,  perchè la Lazio, arrivata nel punteggio a meno uno, casca sul solito fallo (troppi) che aveva già messo in serio pericolo tutto il suo match. I Lyons fanno quattro mete, i laziali tre, ed è una rincorsa che dura ottanta minuti che diventa evidentemente nel cuore dei giocatori uno spareggio mano a mano che passano i minuti.  Partita palpitante che, come per la testa,  lascia un verdetto anche in coda alla classifica. La Lazio ha un problema, si chiama “retrocessione”. Da queste parti non piace pensare ai predestinati ed i biancocelesti lo sono da tanti anni, eppure sono ancora al vertice del rugby,  quindi non si sa ancora come va a finire. Attenzione.

Poi c’è il silenzio, quello degli stadi del Top10, desolatamente vuoti, quello della TV del Top10, nella nebbia della sera con zero promozione dello spazio acquisito, il silenzio del Top10 della stampa e del web confusa fra la Nazionale e le prodezze dei francesi o gallesi, o scozzesi, o… qualsiasi altra cosa basta che non stia in Italia: fatti salvi i nobili di Parma e Treviso.

Quella del silenzio è una spirale che pare impossibile da sventrare e diciamolo, sono troppi gli interessi che vogliono il Top10 stia a cuccia, al suo posto. Solo i Club del Top10 oggi possono salvare i Club del Top10 e tutto il rugby italiano. In fondo è anche giusto che sia così.

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Peroni Top10 – VIII giornata

Transvecta Calvisano v Rugby Viadana 1970 45-18 (5-0)
Lazio Rugby 1927 v Sitav Rugby Lyons 33-34 (1-4)
HBS Colorno v Petrarca Rugby 23-39 (0-5)
Femi-CZ Rovigo v Fiamme Oro Rugby – rinviata
Mogliano Rugby v Valorugby Emilia – rinviata

Classifica: Petrarca Rugby punti 37; Valorugby Emilia 27; HBS Colorno* 20; Transvecta Calvisano* 19; Fiamme Oro Rugby* e Femi-CZ Rovigo** 16; Rugby Viadana 1970 14; Sitav Rugby Lyons* 13; Mogliano Rugby 1969** 10; Lazio Rugby 1927* 4
*partite da recuperare

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