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QUESTIONE AL TOP

ECCELLENTE SQUILIBRIO: IL CAMPIONATO CHE NON STA IN PIEDI

Il Campionato di Eccellenza sarà dall’anno prossimo a 12 squadre, due in più di oggi. Ogni anno, prima del suo inizio, l’Eccellenza accoglie lo strombazzamento mediatico della Federazione sul fatto che “sarà un campionato equilibrato”, anche quest’anno è accaduto e il prossimo le trombe suoneranno anche più forte perchè chi ha fatto quella scelta di ampliamento dovrà giustificarla.

Sappiamo invece che non è così e quest’anno per aver ragione non si deve nemmeno aspettare il giro di boa della fine della sessione di andata; è già palese oggi che al massimo sono 4 o forse 5 le squadre che possono competere le une contro le altre con un minimo di pathos, con una attesa per il risultato, tutto il resto pare essere relegato nella “manifesta inferiorità”.

La classifica è eloquente ma i risultati delle prime cinque giornate lo sono ancora di più. Se la prima aveva visto un solo risultato su cinque finire con oltre 15 punti di distacco (+22) l’ultima ne ha visti 4 su 5. Le Società di Eccellenza hanno in mano proprie statistiche su alcuni loro match che fanno rabbrividire al solo pensiero qualcuno abbia parlato di “campionato sempre più in equilibrio”. Sarebbe ora i tecnici quei dati li facessero vedere ai propri Presidenti.

L’abbassamento del livello tecnico, perchè questo è stato propugnato fino ad oggi dalla FIR, avrebbe dovuto generare questo pareggio di forze, creare un equilibrio verso il basso, invece nemmeno così è stato. I perchè sono molti ma nonè argomento odierno raccontare dei problemacci di Tizio e di Sempronio, oggi marchiamo ad uomo la questione della scarsa appetibilità del massimo campionato italiano.

L’Eccellenza è un campionato in pieno squilibrio di forze, gestito con regole che non si curano della cosa ma ne ampliano il disagio. La situazione delle sue gare e la dimensione del rugby in Italia dimostra che sarebbe stata una scelta semmai più corretta restringere il campionato a 8 squadre invece di allargarlo ed oggi, come ogni anno, a confermare questa tesi ci viene incontro il campionato stesso con i suoi numeri e  non solo la “filosofia dello sport”.

Ormai è palese, l’Eccellenza potrà risorgere solo se verrà tolta dalle mani della Federazione, la tanto auspicata Lega dei Club è l’unica vera soluzione altrimenti questo modello di sport potrebbe crollare. I club però, nonostante molti sussulti si sentano qua e là,  sembra non sappiano essere migliori del loro potenziale destino. Sarà sempre così?

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