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PRIMA LO SPORT

TRE NOTIZIE DAI NOSTRI STADI (ED UN TOCCO DI ROMANTICISMO)

Stadio Luigi Ferraris Genova

Tre informazioni arrivano dagli stadi del rugby, che sono, si sa, una cosa …. particolare.

Quindi, nei giorni in cui la Federazione del rugby italiano decide di stringere sulla omologazione dei campi da gioco, dopo oltre un decennio di occhi chiusi e rinvii, da queste parti si parla proprio di stadi.

Ma, prima di arrivare alle cruda notizia, facciamoci coccolare un attimo dall’ insuperabile romanticismo di uno stadio del rugby, sensazione unica.

Come spiegarla? Siete mai entrati nella storia, nel tempio, al Battaglini di Rovigo? Avete presente il brivido che vi da star lì in piedi sugli scaloni della Lanzoni? Siete mai stati, magari quando era vuoto e non c’era nessuno, sulle tribune fredde e compatte come una mischia del Giuriati a Milano? Qualcuno di voi si ricorda l’emozione antica delle tribune del Tre Pini a Padova? O la vecchia nobile sensazione di una partita al Tre Fontane? Gli stadi del rugby hanno un sapore speciale.

GENOVA PER NOI Così è senz’altro una notizia bellissima il possibile ritorno del rugby per un incontro internazionale nello stadio Luigi Ferraris di Genova. Uno stadio che è stato definito “il più rugbistico d’Italia”,  forse proprio per la sua struttura così composta ed anglosassone.

Dovrebbe essere il 13 novembre per il Test Match Italia Vs Argentina. Un ritorno per ora legato al rifacimento del manto realizzato proprio in questi giorni, un  ritorno voluto dal Presidente del Comitato ligure, il “doriano” Mantovani, ma soprattutto un ritorno pensato nel nome del grande Marco Bollesan che recentemente ha passato la palla.

PADOVA TORNA e ritrova il suo “Plebiscito”. Uno stadio nato nel 1981 per essere “Stadio del Rugby”, c’era anche una targa all’esterno con quella dicitura: c’era una volta. Poi, con la decadenza del massimo campionato italiano, il Petrarca si è ritirato nella più adeguata e comoda sede del suo Centro Sportivo, il “Memo Geremia”. Per il prossimo campionato però i “neri” padovani hanno annunciato che torneranno allo Stadio Plebiscito, capienza 9600 posti,  per le partite interne di campionato.

E’ un segnale che vale, un’idea ambiziosa, molti sperano sia uno dei cenni visibili della ripartenza del rugby italiano.

Sarà comunque gran rugby quello del Petrarca l’anno prossimo, ma sarà merito anche dello Stadio Plebiscito, la cui inclinazione delle tribune regala una visuale che è a misura del nostro sport e lo rende  ancor più affascinante.

PARMA IN FINALE E’ arrivata la conferma, il  28 maggio 2022 la Finale del Top10 si giocherà a  Parma nello Stadio di Moletolo gestito dalla stessa FIR e dove gioca anche la franchigia delle Zebre.

Inaugurato nel 2008 ha una capienza di 5000 posti ma soprattutto porta lo stesso nome, “Sergio Lanfranchi”, dello stadio antico del rugby parmigiano demolito sempre nel 2008.

Quest’ultimo era posizionato in pieno centro città, in Viale Piacenza;  spazio storico del rugby italiano il vecchio Lanfranchi era stretto fra alti condomini da una parte, lo Stadio del Baseball nell’altra e in un’altra lo snodo ferroviario parmigiano. Chi c’è stato lo sa:  era uno spettacolo d’altri tempi.

Bello e moderno, lo Stadio di Moletolo in maggio  farà sicuramente fare una gran figura al rugby italiano.

E il romanticismo? Beh, per quello… ci vediamo allo Stadio.

2 Comments

2 Comments

  1. alfredo

    8 Settembre 2021 at 11:59

    Il Tre Pini, Il Plebiscito…ma a Padova la partita della vita ,con il Rovigo ,18 000 spettatori si è giocata all’Appiani..che ricordi!

  2. VittorioG

    8 Settembre 2021 at 16:02

    E se vogliamo metterci il cuore
    Il Flaminio.
    Che bello!

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