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AZZURRI

IL SEI NAZIONI E LA LISTA DI KIERAN: ERA GIA’ TUTTO PREVISTO

Non era possibile fosse una cosa diversa, come si faceva a pensarlo. Le convocazioni di Kieran Crowley per il Sei Nazioni sono quanto di più scontato si potesse vedere. Non ci capisce, davvero non si comprende, chi se ne duole.

L’arretramento del numero di “Zebre” nel gruppo (5 su 33) è la vera novità, del resto i risultati complessivi della “franchigia” federale, non solo quelli dei match ma anche il resto, sono imbarazzanti. Cosa è cambiato? Che forse adesso si può dire. E di conseguenza Crowley non ha fatto le convocazione con la bilancia del politicamente corretto. Verranno tempi migliori.

Aumentano gli stranieri nella lista, quelli della Benetton in effetti, si conferma l’indicazione, per nulla nuova, di salvare la faccia con gli eleggibili. Il Coach ne ha preso atto e tirato un sospiro di sollievo.

I giovani osannati a mezzo stampa arrivano subito in Nazionale maggiore. Altro vezzo non nuovo. Il risultato è lo stesso delle altre volte, si svuota la funzione vera della Under20 e si rischia di bruciare dei giovanissimi che sono talentuosi ma ancora tanto acerbi e che forse avrebbero giocato di più restando al club.

I giocatori italiani ed eleggibili prelevati da team di altre Nations aumento piano piano, siamo sul percorso opposto di quando sono nate le franchigie. Un sintomo del fallimento di queste ultime e non solo di una di esse.

Ma forse un’altra novità la abbiamo, la lista di Crowley dimostra che non siamo più gli specialisti della prima linea, l’Italia ha perso quello scettro e la coperta sui primi tre è davvero cortissima, ma anche che la mediana è un sogno smarrito. Quella di mischia infatti convoca due “stranieri” ed un “esordiente”, quella di apertura ha un solo vero titolare e due belle speranze. Tutti meravigliosi per carità, che poi le mamme si arrabbiano.

I nomi degli equiparabili, quei sei o sette nomi che dovevano arrivare dall’estero e farci grandi sorprese, non si sono visti. I soliti “canzonatori” dicono che uno o due abbia risposto “picche”. Prima di perdere con gli azzurri vogliono essere sicuri di non poter vincere con gli “all bleus”?

Insomma la lista di Crowley dimostra che ricominciare è una cosa difficile ma questo è facile da immaginare. Però, anche per effetto dei molti nuovi recenti stranieri,  la qualità nella lista c’è eccome. Speriamo ci tocchino delle incredibili soprese.

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